Una visita all’Imperial War Museum di Londra

Londra 14 Luglio 2018

Il recente post sul Musée National d’Histoire Militaire del Lussemburgo mi ha riportato alla mente la visita al meraviglioso Imperial War Museum di Londra. Ne avevo già parlato in un vecchio articolo a proposito dei musei londinesi (https://bit.ly/2Hx7YAd) ma penso che meriti davvero uno spazio tutto suo. Avendo avuto la poco brillante idea di raggiungere il luogo a piedi, dopo una mattinata trascorsa alla Torre di Londra, raggiunsi il museo abbastanza in ritardo su quanto previsto e dovendo poi tornare a casa per portare a spasso Fizz, la visita fu purtroppo un pò veloce, ma ugualmente entusiasmante.

Già solo l’ampio e scenografico atrio del museo, dove sono esposti aerei, missili ed altro materiale ci mostra subito quali allestimenti di forte impatto ci aspettano nelle varie sezioni: bisogna riconoscere che in questo i musei londinesi sono eccezionali, con allestimenti davvero coinvolgenti e d’effetto, realizzati per evitare la monotonia di tante sale tutte uguali come accade ancora in Italia.

L’esposizione inizia con la galleria dedicata alla Prima Guerra Mondiale, mirabilmente rinnovata nel 2014 dallo studio di design Casson Mann, ai quali va tutto il mio rispetto e un pò di sana invidia (hanno messo le mani anche nel Maritime, per dire! Magari provo a sentire se hanno bisogno di un’attempata stagista). È qui che troviamo, tra le altre tante cose, la ricostruzione di una piccola trincea che ci fa (parzialmente) rivivere e capire quella che può essere stata l’esperienza di logoranti battaglie come quella della Somme.

Foto presa dal web

Si passa poi alla Seconda Guerra Mondiale e alla toccante “Holocaust Exhibition” mentre, come leggo sul sito del museo, una delle sezioni che più mi era piaciuta, “Family in Wartime” che mostrava la vita dei civili in tempo di guerra, riproducendo persino l’interno di una tipica casa britannica, è stata chiusa, spero non in via definitiva. Da visitare rimangono ancora la Lord Ashcroft Gallery che rende omaggio a coloro che, per i loro atti di coraggio, sono stati decorati con la Victoria Cross e le gallerie dedicate ai conflitti più recenti.

L’IWM ha due estensioni nell’ IWM Duxford, che è il museo dell’aria più grande d’Europa, collocato in una delle basi della RAF da cui partirono molte delle missioni della Battaglia d’Inghilterra, e l’IWM North di Manchester. Per gli appassionati di fotografia, segnalo che nella sezione Prints del sito è possibile acquistare, tra le altre cose, delle bellissime immagini del celebre fotografo Cecil Beaton!

A completamento della visita, sarebbe interessante andare a vedere anche le Churchill War Rooms, ovvero i sotterranei dove si insediò il Cabinetto di guerra inglese durante la Seconda Guerra Mondiale, e la nave da guerra HMS Belfast, ma di questo spero vivamente di poter scrivere presto visto che non sono ancora riuscita a visitarli.

https://www.iwm.org.uk

Foto presa dal web

Una novità per camminare a Londra

Mi piace camminare, e quale miglior modo di conoscere una città se non quello di girovagare, a volte senza una meta precisa, per le sue strade, cercando possibilmente di evitare i tracciati meno battuti?

Grazie a “Londra Da Vivere“, sito e pagina Facebook ricchissimi di notizie ed informazioni su Londra, sono venuta a conoscenza di una interessante notizia. La TFL, la società dei trasporti londinese, ha creato una nuova mappa della città, chiamata Footways, che mostra itinerari alternativi e meno noti che collegano stazioni, monumenti, parchi e mete popolari così da permettere di percorrere a piedi strade meno affollate, evitando le zone più congestionate della città. Uno degli scopi della mappa è infatti quello di disincentivare, per quanto possibile, l’uso dei mezzi pubblici in questi tempi così difficili scoprendo al tempo stesso percorsi meno conosciuti, ma non per questo meno ricchi di attrattive. La guida copre la zona centrale della capitale britannica ed è disponibile sia in versione cartacea che digitale (https://footways.london).

Dato il mio amore per Londra spero di riuscire ad avere una copia di questa mappa e soprattutto di poter tornare presto ad esplorare i suoi quartieri e le sue meraviglie!

La mappa non è questa!!

Meglio soli o accompagnati?

Viaggiare soli è bellissimo e temo che, una volta provata l’esperienza, sia difficile riadattarsi a farlo in compagnia. La completa libertà di andare dove ci pare e fare ciò si vuole è appagante, ma non è detto che a volte non ci si senta soli e non si abbia voglia di condividere un pò di tempo con altre persone, magari un connazionale che vive in zona. A me, per esempio, non piace passare troppo tempo al ristorante da sola ed è per questo che all’estero mangio sempre un pò sbrigativamente e magari non entro in qualche localino che invece mi attirerebbe (a Londra risolvo brillantemente il problema in maniera sana ed economica grazie a Pret a Manger e Le Pain Quotidiane, due ottime catene per pasti buoni e veloci!).

Per fortuna la rete ci viene incontro per risolvere questo problema (così come tanti altri) e un aiuto ci può arrivare da Meetworld® – Viaggiare & Incontrarsi nel Mondo. Meetworld è un gruppo Facebook che nasce proprio dall’idea di far incontrare viaggiatori solitari in giro per il mondo. Si scrive un post facendo conoscere la meta e le date del viaggio e se qualcuno ( un locale o un altro giramondo) risponde il gioco è fatto! Semplice no?

Personalmente ho fatto due esperienze a Londra ed entrambe le volte è stato un piacevole incontro: la prima volta ho fatto una passeggiata per Camden Town con Francesco, un altro solo travel in viaggio per festeggiare il suo compleanno e la seconda ho pranzato da Carluccio’s con la simpaticissima Anna Maria, anche lei petsitter in missione in città, con la quale sono ancora in contatto. Ovviamente non sempre funziona, questa volta per esempio non siamo riusciti ad organizzare un incontro di gruppo, ma tentar non nuoce!

(Foto prese da Pexels)

Affinchè la storia non si ripeta: il museo di storia militare di Diekirch

Lussemburgo 18 Agosto 2018

In passato la città di Lussemburgo fu definita ” la più imprendibile delle roccaforti del mondo dopo Gibilterra“, e in effetti ancora oggi conserva memoria di assedi e fortificazioni.

Parte dei Paesi Bassi prima e della Francia poi, l’attuale Granducato nacque nel 1815 con il Congresso di Vienna. Il Lussemburgo si proclamò neutrale nel 1867 a Londra, ma questo non risparmiò il paese dall’invasione tedesca in occasione delle due guerre mondiali: particolarmente dura fu l’occupazione degli anni ’40 quando il popolo rifiutò di essere incorporato al Reich. In un altro post ho parlato del suggestivo cimitero-memoriale dedicato ai soldati americani, il Luxembourg American Cemetery and Memorial situato a pochi chilometri da Lux City.

Il Museo di storia militare di Diekirch

Al passato militare del Granducato è stato dedicato un museo nazionale, il Musée National d’Histoire Militaire, nel paesino di Diekirch, a una quarantina di km dalla capitale, in gran parte incentrato sul ruolo assunto dalla città nell’ offensiva delle Ardenne durante la seconda guerra mondiale, museo che non ho mancato di visitare.

L’obiettivo dei curatori era quello di dare un’obiettiva e storicamente esatta rappresentazione delle operazioni militari dal punto di vista sia dei militari americani e tedeschi che della popolazione civile. La particolarità del museo è che è costituito principalmente da diorami che illustrano scene di vita militare: gli oggetti in mostra sono tutti originali.

Oltre alle armi, a ogni tipo di equipaggiamento e di veicolo, ci sono anche fotografie, oggetti personali, documenti e divise donati da soldati, anche tedeschi, che qui combatterono: grazie al museo alcuni ex nemici qui si sono rincontrati, perché il messaggio che il museo intende diffondere è un messaggio di riconciliazione e di pace. Il pezzo forte è il diorama che mostra l’attraversamento notturno del fiume Sauer proprio nei pressi di Diekirch.

<p class="has-text-align-justify" value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80">Devo dire che l'allestimento è molto interessante, anche se ritrovarmi sola in alcune sale un pò di ansia mi ha messo, come se all'improvviso qualche manichino potesse prendere vita! : ). Di certo può essere una visita istruttiva anche per chi non è molto interessato a questi temi.Devo dire che l’allestimento è molto interessante, anche se ritrovarmi sola in alcune sale un pò di ansia mi ha messo, come se all’improvviso qualche manichino potesse prendere vita! : ). Di certo può essere una visita istruttiva anche per chi non è molto interessato a questi temi.

http://www.mnhm.net/ng/index.php

Cosa mi piace di Amsterdam e cosa no

Oggi parlerò dei luoghi classici di Amsterdam, quelli che ogni bravo turista non può perdersi, stilando una mia personalissima classifica di cosa mi è piaciuto di più e di meno.

MUSEI: ***** Quelli assolutamente da non mancare sono tre: il Rijksmuseum, il Van Gogh e il Nederlands Scheepvaartmuseum.

Il Rijksmuseum è uno di quei musei che non ha davvero bisogno di presentazioni: grandissimo, bellissimo, bisogna spenderci almeno una mezza giornata. Da non perdere i quadri di Rembrandt e Vermeer qui conservati. Forse non tutti sanno che ha anche un bel giardino dove riposarsi dalle fatiche della visita. https://www.rijksmuseum.nl/en

Non si può andare ad Amsterdam e non visitare il Van Gogh Museum, aperto nel 1973 accanto al Rijksmuseum. Collocato in un bell’edificio moderno, conserva la più grande collezione di quadri del pittore, personalmente non mi aspettavo un tale numero di opere. Ovviamente affollatissimo, bisogna dotarsi di un pò di pazienza per dibblare gli altri visitatori e godersi con un attimo di calma i capolavori del grande Vincent. Consiglio di evitare di visitare i due principali musei di Amsterdam nello stesso giorno, si rischia di rimanere sopraffatti dal numero e dalla bellezza delle cose esposte. Meglio prenotare online per entrambi così da evitare di fare lunghe file. https://www.vangoghmuseum.nl/en

 Il “Museo della navigazione dei Paesi Bassi” – Nederlands Scheepvaartmuseum – è il più grande museo al mondo dedicato alla navigazione ed è collocato in un bellissimo edificio circondato dall’acqua, un ex magazzino dell’Ammiragliato, utilizzato in seguito come arsenale della Marina olandese. La maggiore attrazione del museo è la copia in scala pressoché reale della nave Amsterdam, un galeone della Compagnia Olandese delle Indie Orientali  affondato nel Mare del Nord in prossimità delle coste inglesi nel 1769 durante il viaggio inaugurale (non vi ricorda la storia del Vasa?? https://bit.ly/31zc6HC). Visitarlo è davvero divertente ed istruttivo! https://www.hetscheepvaartmuseum.com/italian

Nemo è il museo della scienza, progettato da Renzo Piano. Non sono riuscita a visitarlo, quindi non posso dare un giudizio, ma se proprio siete stanchi di stare dentro i musei, salite sulla terrazza creata sul tetto dell’edificio e godetevi la vista e un drink!

La casa-museo di Anna Frank non sono riuscita a visitarla, troppa fila da fare.

QUARTIERE A LUCI ROSSE: no! Entrati ed usciti dopo 5 minuti, una tristezza assoluta, non tanto per le famose donne in vetrina, ma per quell’atmosfera da “stiamo facendo qualcosa di trasgressivo” di chi c’era in giro, quando di trasgressivo ormai proprio non c’è niente.

Rembrandthuis:*** Confesso di essere rimasta un pò delusa dalla visita della casa dove Rembrandt visse più di 20 anni, le cose più notevoli mi sono sembrate lo studio dove lavorava e la lezione su come si realizzavano i quadri che qui si tiene. Di certo è interessante vedere come poteva essere una ricca abitazione del 17° secolo, ma se è questo che cercate, allora consiglio di andare alla Ons’ Lieve Heer op Solder (vedi sotto).

Ons’ Lieve Heer op Solder:***** Lo strano nome di questa casa-museo – il nostro Signore nell’attico – si riferisce al fatto che all’ultimo piano di questo edificio si nascondeva una chiesa, risalente al 1663. All’epoca i Paesi Bassi erano protestanti ed era proibito celebrare la messa, anche se le autorità, tolleranti già allora, chiudevano un occhio di fronte a queste chiese clandestine, purché dall’esterno non si notasse nulla. La casa era stata acquistata dal mercante Jan Hartman, che ne curò una ristrutturazione radicale. I tre piani più alti furono uniti grazie alla rimozione di gran parte dei pavimenti così da creare un ampio ambiente, che costituiva la navata della chiesa, con due ordini di balconate disposte intorno a esso. Nella parte privata la casa conserva ancora l’aspetto che aveva nel 17° secolo ed è davvero suggestivo vedere come si viveva all’epoca (per fare un esempio, spesso i letti erano inseriti in una nicchia dei saloni celata dietro un tendaggio), mentre la chiesa, rimodernata più volte, è stata conservata come appariva a metà dell’800 quando venne dismessa dopo la consacrazione della basilica cattolica di San Nicola. http://opsolder.nl/en/museum-our-lord-in-the-attic/

PARCHI:***** Non si può non fare una passeggiata al Vondelpark, il parco all’inglese di circa 48 ettari, aperto al pubblico nel 1865 nella zona dei musei: bellissimo, verdissimo, curatissimo, un’oasi di verde e di pace, perfetto per riposarsi dopo la visita ad uno dei musei vicini.

MERCATI:**** L’Albert Cuyp Market è il mercato più celebre di Amsterdam, situato nel quartiere De Pijp e visto che era abbastanza vicino al mio albergo, ho programmato di visitarlo la mattina prima della partenza. Sarà che non sono una grande appassionata di mercatini, sarà che era agosto e forse gli stands erano di meno, devo dire non mi ha fatto una grande impressione. La zona in cui si trova, De Pijp, è comunque molto graziosa, ricca di localini e negozietti, con un’aria vagamente parigina e quindi una passeggiata vale la pena farla.

Più caratteristico direi che è il Waterlooplein flea market, il mercato delle pulci più antico d’Olanda. Dopo tre anni ancora mi dispiace non aver potuto comprare delle scatole di latta in stile un pò vintage trovate su una bancarella.

Il venerdì e la domenica nella bella piazza Spui ci sono bancarelle dedicate ai libri e alle stampe, molto carine! https://albertcuyp-markt.amsterdam/?lang=en

Begijnhof:***** Chi ha letto un mio vecchio post su Gand (https://bit.ly/2FV26jg), sa quanto ami questi antichi luoghi di pace. Le beghine erano pie donne, che pur non avendo preso i voti, si dedicavano all’assistenza dei malati e degli anziani, vivendo in queste comunità chiuse. Il beghinaggio di Amsterdam è davvero bellissimo: creato agli inizi del 14° secolo, in pieno centro città, è formato da circa 160 abitazioni che circondano un grande e curassimo prato. Durante il periodo della Riforma Protestante, il Begijnhof rappresentò l’unica istituzione cattolica romana presente in città: all’interno fu costruita in gran segreto una chiesa cattolica, che non poteva però essere visitata da persone esterne, in cui le beghine pregavano in clandestinità: la chiesa esiste ancora ed è visitabile. Al numero 34 vi è una delle due più antiche case della città, la famosa casa ‘Houten Huys” con la facciata in legno. Non vedevo l’ora di visitarlo di nuovo in questo secondo viaggio, ma purtroppo il Begijnhod era chiuso : (.

I dintorni: ***** Da Amsterdam è possibile raggiungere in 20/25 minuti di treno o autobus varie località molto pittoresche, e avendo tempo sarebbe un peccato non visitarle, ma di questo parlerò un’altra volta!

Un’altra missione conclusa!

“No, no, la gatta non è esce mai dal giardino” mi dice convinto il ragazzo a cui ho fatto da petsitter nei giorni scorsi. “Sarà” penso io meno convinta, guardando la recinzione, piena di passaggi verso l’esterno, del giardino stesso. Ed infatti, la prima mattina che vado a trovarla, la gatta si intrufola bellamente tra il muretto e la recinzione e me la ritrovo sul marciapiede di fronte casa. Va bene che la mattina di Ferragosto non c’è un’anima in giro, ma proprio tranquilla non sto, sarà che sono abituata al mio gatto escapologista che prova sempre a scappar via dalla porta di casa. Riesco a farla rientrare e la lascio a sonnecchiare in casa. Ma dopo un paio d’ore non resisto e ripasso a controllarla, tanto per sicurezza. La mattina seguente, la gatta diventa più avventurosa ed arriva fino al portone del palazzo: la ragazza ce l’ha proprio con me evidentemente!! Con un pò più di fatica riesco a farla rientrare a casa e fosse stato per me, l’avrei chiusa dentro fino all’arrivo del padrone, ma lui aveva detto espressamente di lasciare una porta aperta per farla uscire liberamente e così devo fare. Per fortuna, durante l’ultima visita prima del ritorno a casa del legittimo proprietario, lei se ne sta buona buona ed io finisco il mio sitting in tranquillità, poi dopo aver chiuso il cancello per l’ultima volta, la responsabilità non è più mia!

In fondo, zanzare a parte, è stato divertente fare avanti ed indietro in scooter in una Roma deserta ed assolata che mi sembrava di essere Nanni Moretti nella celebre scena di Caro Diario : ), e ripulire un pò quel bel giardino (alla fine non avendo più sacchetti per il compost, buttavo i rami secchi direttamente nel cassonetto). Concluso il mio 12° petsitting, già sogno la prossima occasione sperando di possa tornare presto a viaggiare in tranquillità.

Ferragosto gattoso!

Roma 15 Agosto – Avevo già parlato del fatto che non solo ci si può candidare, ma si può anche essere invitati a fare un petsitting. Mi è successo varie volte, sia richieste dall’estero che da Roma, la mia città, offerte che però non ho mai potuto accettare. Qualche settimana fa mi ha contattato un ragazzo nordamericano e abbiamo scoperto di vivere abbastanza vicino cosicché gli ho dato disponibilità a guardare i suoi gatti, senza però trasferirmi a casa sua. Finalmente ieri è riuscito a partire per tre giorni di vacanza e così, visto che io invece devo rimanere a Roma, farò un pò di avanti-indietro per controllare che tutto sia a posto. Più che un cat sitting parlerei di un gardeni sitting visto che il bel giardino della casa è pieno di foglie e rami secchi, che la mia natura di ordinata “Vergine” mi impedisce di lasciare a posto. Ad oggi sono già arrivata a 4 sacchi di sterpaglia buttati!! Ogni tanto passa a trovarci Charlie, un gattino randagio senza un occhio, molto più dolce e coccolone della miciona che devo guardare.

Curiosità (ed qualche idea low cost) su Amsterdam

Scrivere di Amsterdam senza cadere nei luoghi comuni è davvero difficile: immagino che tutti la conoscano per i suoi canali, i musei, i tulipani, la casa di Anna Frank, i caffè bruni, il quartiere a luci rosse. Cercherò quindi di uscire dai sentieri tracciati per dare qualche spunto originale.

Vi piacciono il caffè e le location particolari? Il Coffee & Coconuts Café, un caffè con annessa torrefazione, ha sede in un ex cinema degli anni ’20 che mantiene ancora una bellissima facciata in stile Art Decò. L’ambiente è davvero suggestivo. https://coffeeandcoconuts.com

Amanti della cucina etnica?? Foodhallen è il posto che fa per voi! All’interno di De Hallen, una vecchia rimessa dei tram ottimamente ristrutturata e trasformata in polo culturale, dove si trovano un cinema, un caffè letterario, dei negozi, un hotel, potete trovare una enorme sala che ospita 21 stands che vendono street food di ogni tipo e di ogni parte del mondo! Dalla colazione alla cena si può trovare la cosa giusta da mangiare. Io l’ho adorato! https://www.foodhallen.nl/amsterdam

Gli appassionati di architettura non possono che rimanere incantati dalla bellezza delle tipiche costruzioni del centro, con le case dalle facciate strette e a volte un pò sbilenche, tanto da essere definite “dancing houses“.

Forse non tutti sanno la ragione di tutto ciò. Le case sono strette e lunghe perché in passato si pagava una tassa sulla larghezza della facciata e così si pensò bene di sviluppare gli edifici in altezza. Questo portò ad un’altra tipica caratteristica delle abitazioni ovvero avere la facciata pò inclinata in avanti nella parte superiore. Questo fatto aveva un duplice scopo: impediva le infiltrazioni d’acqua dal tetto e permetteva di far salire le merci ai piani superiori, che spesso erano occupati da magazzini, dall’esterno senza rovinare i muri (ancora oggi si vedono i ganci e gli argani dove scorrevano le corde). Osservando molte case si nota inoltre come siano storte, ossia con un lato della facciata più alto dell’altro. Il sottosuolo della città è piuttosto paludoso e in passato le fondamenta poggiavano su pali di legno: quando il livello dell’acqua dei canali si abbassa, i pali, esposti all’ossigeno, iniziano a marcire e a piegarsi, facendo così scendere la parte di casa che poggia su di essi. È anche per ovviare a questo problema che le case erano realizzate con i fianchi legati a quelle accanto, così da avere un maggior supporto. Per fortuna ora i pali di fondazione sono in cemento ed arrivano ad una profondità maggiore.

Un’ultima curiosità sulle abitazioni. Le case hanno di solito finestre grandi e numerose. La ragione è ovviamente far entrare più luce possibile, ma anche far gravare meno peso sulle facciate. La caratteristica particolare è che spesso non ci sono tende per cui si può sbirciare tranquillamente nelle case altrui (senza esagerare però!) che di solito sono ben arredate (ebbene si, ho sbirciato spesso e volentieri!).

Siete super golosi? Agli olandesi piacciono molto i pancakes (come li capisco!!). Per gli ultra ghiottoni c’è perfino una crociera di due ore e mezza durante la quale si possono mangiare pancakes a gògò, un all you can eat insomma! https://amsterdam.pannenkoekenboot.nl/en/arrangement/pancake-cruise/

Amsterdam è sinonimo di diamanti, che, come si sa sono i migliori amici delle ragazze, e magari qualche emula di Marilyn Monroe sarà interessata ad effettuare un tour gratuito presso la celebre azienda Gassan, per imparare tutto su carati, colori, gradi di purezza e tipi di taglio e magari fare anche qualche acquisto. https://www.gassan.com/en

Amanti dei gatti?? Tra le tante barche e boat houses che si possono ammirare lungo i canali cittadini, ce n’è una molto particolare: De Poezenboot – La Barca dei Gatti, ovvero un rifugio per gatti abbandonati o randagi sull’acqua! È ancorato lungo il Singel vicino alla stazione centrale ed è visitabile su appuntamento. Offerte e adozioni sono ovviamente gradite! https://depoezenboot.nl/en

Per i fan di John Lennon, all’hotel Hilton c’è la possibilità di soggiornare nella suite 702 dove il cantante e Yoko Ono alloggiarono nel 1969 per il celebre “Bed-in” di protesta contro la guerra in Vietnam. Certo la suite non è proprio a buon mercato, ma vuoi mettere l’emozione di vivere una simile l’esperienza?? ( Ma Lennon avrà pagato il conto o la suite l’ha avuta “aggratis” visto la pubblicità che ha fatto all’albergo?). https://www3.hilton.com/en/hotels/netherlands/hilton-amsterdam-AMSHITW/about/heritage.html

Amate la musica ma non avete molti soldi da spendere?? Dall’autunno alla primavera al Concertgebouw il mercoledì e al Muziektheater il martedì all’ora di pranzo si svolgono concerti gratuiti di musica classica.

Siete innamorati pazzi e volete fare la proposta alla vostra ragazza ( e perché no, anche al vostro ragazzo? Il Magere Brug (il ponte magro) è il posto per voi: la leggenda vuole che le coppie che si baciano sul ponte avranno un matrimonio lungo e felice (e senza corna, il che direi non guasta).  Mi raccomando, andate di sera quando il Brug è illuminato da oltre 1.800 lampadine, sarà così suggestivo che sarà impossibile ricevere un rifiuto!

La prossima volta vi parlerò delle mete super classiche di Amsterdam, con la mia personale classifica delle cose da fare!

Si torna a viaggiare

La situazione che stiamo vivendo in questo anno terribile ha ovviamente influito anche nel settore dei sitting. Dopo un periodo di fermo quasi totale, tra maggio e giugno gli annunci sono ripresi a buon ritmo. Purtroppo le difficoltà rimangono ancora molte: a parte paesi dove ancora non è possibile entrare, come gli Usa o il Canada, anche all’interno dell’Europa non è semplice trovare un petsitting adatto. Molte città ancora non sono raggiungibili con voli diretti o nelle date ricercate, in Danimarca richiedono di soggiornare per almeno 6 notti, in Inghilterra fino a poco tempo fa era ancora imposta la quarantena. In più molte delle offerte sono per soggiorni piuttosto lunghi, per me impraticabili al momento. Ed è così che alla fine, avendo proprio bisogno di staccare, ho prenotato un brevissimo soggiorno ad Amsterdam.

Ero già stata nella capitale olandese tre anni fa, mi era piaciuta moltissimo e mi era rimasta la voglia di tornarci visto che c’erano ancora tante cose che volevo vedere. Anche se stavolta non ci saranno gattini o cagnolini da accudire, spero mi seguirete in questa nuova avventura!

Greenwich part 2

Proseguendo nella nostra passeggiata alla scoperta di Greenwich, ci avviciniamo a quelli che, a mio parere, sono i pezzi forti del quartiere, ovvero il celebre Osservatorio e il National Maritime Museum. Lo so da me che sono un pò fissata con i musei, ma il Maritime merita davvero una visita persino nel caso non si fosse appassionati di mare e navigazione, anche solo per ammirare gli scenografici allestimenti che gli inglesi sanno fare così bene. Il NMM  è il principale museo marittimo del Regno Unito ed insieme all’osservatorio  e alla Queen’s House, è patrimonio dell’umanità dal 1997. Tra le gallerie che ho trovato più interessanti ci sono quella relativa alla conquista dei Poli e quella sulla battaglia di Trafalgar, dove è esposta la tunica insanguinata dell’ammiraglio Nelson.

Usciti dal museo si entra nel parco per salire fino al più celebre osservatorio del mondo, fondato nel giugno del 1675 da re Carlo II con l’obiettivo di risolvere il problema della determinazione della longitudine delle imbarcazioni, problema ovviamente centrale per la navigazione. Un paio di secoli più tardi venne fissato proprio qui il meridiano 0, visibile nel cortile e ovviamente oggetto di foto da parte di tutti i visitatori che si divertono a mostrare un piede nella parte est e uno nella parte ovest del mondo. La visita della Time & Longitude Gallery personalmente mi è risultata un pò ostica, dato che si dovrebbe spendere molto più tempo per capire esattamente il problema della misurazione del tempo e della longitudine e come funzionavano i vari strumenti inventati per risolverlo, ma forse sono io che non ho una mente particolarmente scientifica e tecnologica! Più piacevole e meno complicato è visitare Flamsteed House, la residenza dove vissero gli astronomi reali.

Se avanza ancora un pò di tempo, e soprattutto se le gambe ancora reggono, una passeggiata per il bellissimo parco di Greenwich è davvero consigliata! La vista su Londra è spettacolare e qui si trova una sezione riservata ai cervi, che in origine potevano vagare liberamente per tutta la tenuta reale. Oppure tornando verso l’uscita della DLR si può fare un salto al simpatico Greenwich Market, aperto dal giovedì alla domenica: io ci sono capitata due volte a dicembre e con l’illuminazione natalizia era molto suggestivo (e molto affollato).

Se volete saperne di più, qui trovate tutte le info! https://www.rmg.co.uk