Auf Wiedersehen Basel

Basilea 12 Marzo 2019
E’ arrivata l’ora di tornare a casa. Cosa dire ancora su Basilea? Il suo aeroporto ha la particolarità di essere in territorio francese e di essere l’unico aeroporto trinazionale al mondo in quanto serve Basilea, Mulhouse in Francia e Friburgo in Germania (io comunque sono arrivata e partita da Zurigo che è meglio collegata con Roma).
Assolutamente da fare è attraversare il Reno col traghetto oppure in estate buttarcisi dentro direttamente per una bella nuotata!
Per mangiare consiglio tre posti molto particolari: Markthalle, un vecchio mercato coperto riconvertito in luogo di ristorazione dove troverete circa una trentina di stand con proposte culinarie da tutto il mondo; Klara, una sorta di Markhalle in piccolo,e Tibits, fantastico ristorante vegetariano dove il cibo si paga a peso!
Un’ultima foto con i gatti che ho accudito in questi giorni e che praticamente non ho visto e sentito, tranne quando venivano a salutarmi la mattina sul letto (purtroppo non sono venute granchè, già ho problemi a farmele io, figuriamoci tenendo fermi due gatti!) e auf Wiedersehen Basel.
https://www.altemarkthalle.ch/
klarabasel.ch/en/
https://www.tibits.co.uk/en/

Di architettura ed altro a Basilea

Basilea 12 Marzo 2019

Ovviamente Basilea non è solo il suo Carnevale: come ho già scritto, è considerata la capitale culturale della Svizzera e vanta molti ed interessanti edifici antichi e moderni. Per gli appassionati di scultura, è possibile ammirare nel cortile del Kunstmuseum una delle dodici versioni esistenti del bellissimo gruppo bronzeo “I borghesi di Calais” di Rodin, oltre al moderno “Big Spider” di Calder. Basilea fu una città molto amata dallo scultore Jean Tinguely e a lui è dedicato un bellissimo museo progettato dall’architetto svizzero Mario Botta. Per chi non avesse tanta voglia di visitarlo, è comunque possibile vedere due delle sue celebri fontane-sculture cinetiche, una collocata nel giardino del museo e l’altra in pieno centro. E che cosa dire del gigantesco Hammering Man di Jonathan Borofsky alto 13,50 metri? Wow!!!

Gli amanti dell’architettura moderna avranno invece di che sbizzarrirsi nell’osservare i tanti edifici stupendi sparsi per la città: tra i più celebri, il City Lounge della Nuova Fiera, dello
studio Herzog & de Meuron che tanto ha progettato per la città; la torre Roche, che svetta nel panorama cittadino essendo l’edificio più alto della Svizzera, degli stessi architetti; la nuova ala del Kunstmuseum, molto bella fuori, ma un po’ opprimente dentro.

Purtroppo non ho avuto tempo di visitare il campus della Novartis, mentre ho passato un bel pomeriggio al campus Vitra, un must per gli appassionati di design!!
Oltre agli edifici di Frank O. Gehry e Zaha Hadid, qui troviamo infatti edifici progettati da Tadao Ando e Álvaro Siza. Io ho adorato la Vitra Haus, dei nostri soliti Herzog & de Meuron, che ospita la Vitra Home Collection: immaginate un grande spazio dove sono ricostruiti i vari ambienti di una casa arredati, ovviamente, con i mobili della celebre azienda, per la serie “Io voglio rimanere a vivere qui dentro per sempre”!! Last, but not least, la sede della Fondazione Beyeler realizzata da Renzo Piano, un po’ fuori città, ma facilmente raggiungibile in tram, che in questo periodo ospita una strepitosa mostra sul periodo blu e rosa di Picasso.

Oltre a tante costruzioni moderne e quasi futuristiche, Basilea vanta anche un delizioso centro storico dove è piacevole perdersi ed ammirare la splendida Cattedrale in arenaria rossa, che ospita la tomba di Erasmo da Rotterdam e l’altrettanto rosso palazzo del Municipio, che troneggia al centro della vivace Marktplatz, mentre un altro dei piaceri cittadini è passeggiare lungo le rive del placido Reno. Allora che dite, ce ne sono di motivi per prenotare un volo per Basel???

Ma la festa non finisce qui, c’è il Cortège!!

Basilea 11 Marzo 2019
Il carnevale di Basilea non si esaurisce certo con la Morgestraich! Giusto il tempo di un riposino e all’una e 30 del lunedì pomeriggio parte il Cortège, il tradizionale corteo carnevalesco formato da circa 12’000 figure mascherate che sfilano a piedi oppure a bordo di carri.
Ogni anno si iscrivono al Cortège ufficiale oltre trecento Clique, ognuna delle quali sceglie per il proprio carro allegorico uno specifico tema («Sujet»). Dai carri le maschere distribuiscono fiori, arance e cibi e caramelle, il tutto sempre accompagnato da una generosa dose di coriandoli. La sfilata dura tutto il pomeriggio, e fino a tarda sera il centro città è percorso da gruppetti di musicanti che continuano a suonare indefessi.
Dal lunedì sera al mercoledì mattina inoltre le lanterne delle Clique vengono esposte sulla Münsterplatz (la bellissima piazza antistante la cattedrale).
Il Cortège viene replicato il mercoledì pomeriggio, mentre il martedì la festa è tutta dedicata ai bambini, liberi di mascherarsi come vogliono.

Basler Fasnacht, inizia il Carnevale di Basilea!!

Basler Fasnacht, il Carnevale di Basilea

Basilea 11 Marzo 2019
Se dico carnevale, cosa vi viene in mente automaticamente? Rio, Venezia, Viareggio. Non molti conoscono quello di Basilea, che invece vanta una tradizione antichissima, essendo già menzionato nel 14° secolo ed è talmente spettacolare e particolare da essere diventato patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO.
Il Fasnacht, così viene chiamato, inizia il lunedì seguente il mercoledì delle ceneri con la così detta Morgenstreich: alle 4 della mattina, nel centro città si spengono tutte le luci e la sola illuminazione proviene da decine di lanterne coloratissime dipinte a mano che brillano nel buio.

Inizia così il corteo dei vari gruppi mascherati ( chiamati Cliques) che sfila per più di un’ora per le vie del centro: ogni gruppo trasporta una grande lanterna e tutti i suoi partecipanti, che suonano flauti e tamburi, ne portano una più piccola, spesso poggiante sulla testa. Da questo momento il carnevale andrà avanti esattamente per 72 ore per concludersi il giovedì con Endstreich: tra la mezzanotte e le quattro di mattina, gli abitanti di Basilea tornano a sfilare per dirigersi infine verso un luogo d’incontro prestabilito, suonare un’ultima marcia e spegnere le lanterne, terminando così i tre giorni più pazzi dell’anno.


E fu così, che per assistere anche io a questa nottata magica, sono uscita da casa verso le 2,30 di notte per raggiungere Marktplatz, la piazza principale di Basilea. Inutile dire che, essendo in Svizzera, autobus e tram hanno funzionato tutta la notte ed è stato semplicissimo raggiungere il centro alle 3 di mattina! Dopo una lunga attesa in piedi al freddo per piazzarmi in prima fila, finalmente tutte le luci della piazza si sono spente, e iniziano a sentirsi i primi suoni in lontananza. E poi boom, la notte si accende di mille colori e musiche e il corteo inizia!

Ho girovagato per il centro città per circa due ore, cercando di orientarmi al buio senza poter utilizzare Maps, dato che in Svizzera non c’è roaming e avevo finito in un lampo il credito sul cellulare, ma divertendomi davvero tanto in quella festa coloratissima.

Basilea perché……

Basilea 10 Marzo 2019
Molti potranno chiedersi “Ma perché andare a Basilea?”. Le ragioni sono varie. Basilea è considerata la capitale culturale della Svizzera: vanta un patrimonio di quasi quaranta musei e ospita le creazioni di architetti importanti come Frank Gehry, Zaha Hadid e Renzo Piano. C’è poi il suo celebre Carnevale ( ma di questo parleremo in altri post)!
Una delle ragioni principali che mi ha spinto a visitarla è poter finalmente vedere uno dei miei quadri preferiti, custodito nel Kunstmuseum. E’ l’opera più celebre di Oskar Kokoschka, grande interprete del movimento espressionista. Giunta in città mi assale l’ansia nell’apprendere che a Zurigo è in corso una grande retrospettiva del pittore e che forse il quadro potrebbe essere esposto li: mica avrò fatto tutto questo viaggio a vuoto??!!!
Non essendoci una cartina esplicativa del percorso museale (grave pecca miei cari svizzeri perfettini!) inizio a girare per le sale del primo piano del museo dedicate all’arte anteriore al ‘900, poi con ansia sempre maggiore salgo al secondo piano e finalmente nella terza sala eccola lì “La sposa del vento”!!!
A parte la sua bellezza oggettiva, il quadro, chiamato anche “La tempesta”, ha una storia interessante, essendo strettamente legato alla vita privata del suo autore. Rappresenta infatti lo stesso Kokoschka e il grande amore della sua vita, Alma Mahler, vedova del grande compositore e musicista viennese (donna dai molti amori, sposò Gropius e forse fu amante di Klimt), passione intensa e tormentata che viene espressa perfettamente in questa opera.
Il legame tra i due durò solo pochi anni, ma segnò profondamente la vita e l’opera del pittore: Kokoschka, ossessionato dal ricordo di Alma, si fece creare una bambola che riproduceva esattamente le fattezze della donna. Con questa bambola girava in carrozza, partecipava alle feste, per lei comprava vestiti alla moda e la ritrasse in vari quadri, fino al giorno in cui finalmente la fece a pezzi, liberandosi (forse) del ricordo di Alma.